Storia, tradizione, blasone: benvenuti a Crucela

libCurioso il termine Crucela (dal latino crux). Si tratta di un toponimo che forse allude a delle croci che anticamente venivano erette per ricordare le Sante Missioni religiose chiamate a predicare nella parrocchia. Crucela potrebbe però essere anche riconducibile alla caratteristica e suggestiva forma a croce che la città (da via Roma fino alle Pentime) presentava vista dall’alto. Una delle più importanti croci fu quella eretta nel 1934 (ancora esistente) alla fine di via Soldato Ignoto. Le Crucela costituiscono oggi un quartiere vasto e popoloso che si estende da Via Roma (la lunga strada che collega Aquino alla statale Casilina) fino all’inizio di via Giovenale. Esse tagliano verticalmente il centro cittadino lambendo i confini della Piazza. Cuore del rione è via Soldato Ignoto, una delle arterie storiche della città, da dove un tempo iniziava il centro abitato cittadino. Per un breve periodo la strada ospitò anche i primi uffici comunali del paese. All’inizio della via, nei pressi dell’incrocio con l’attuale via Marconi, sorgeva il cosiddetto “giardino Procaccianti”, località nota anche con il termine “Sugliccarde” dal nome del proprietario del sito, un certo sor Riccardo, proverbialmente noto perché giudicava a rovescio le virtù.
Nei pressi di quel trivio sorgeva la celebre parata (toponimo che allude a uno sbarramento regolatore di acque correnti), vicino alla quale esisteva anche uno dei lavatoi della città. Una zona dove l’acqua non certo mancava come testimonia la vecchia fontana del Torrino (ancora oggi esistente) posta sull’altro versante di via Soldato Ignoto. All’altezza della parata c’era una casa per taverna affittata a Pasquale Iannone comprensiva di “bassi e granili” di proprietà del Regio Demanio pel Ducato di Sora. Dovrebbe trattarsi della cosiddetta Taverna, sita sulla via Taverna Vecchia, angolo via Soldato Ignoto, che potrebbe essere stata stazione di posta della vicina via Latina. Ma il fiore all’occhiello delle Crucela è senza dubbio la chiesa della Madonna della Libera, una delle espressioni artistiche più significative del territorio. Posta all’ingresso dell’abitato, tra la parte romana e il nascente borgo medievale, fu eretta nel 1125 con materiale frammentario romano, probabilmente sui resti di un tempio pagano dedicato a Ercole Liberatore; venne restaurata una prima volta nel 1921 per volontà di Pio XI, allora cardinale, e una seconda volta dopo i danneggiamenti della guerra. La suggestiva chiesa di via delle Antichità (strada che si snoda dalla cosiddetta “discesa dell’agnello”, dove sorgeva uno dei lavatoi della città) ha rappresentato a lungo il punto di riferimento religioso della città fino al 1963, anno di edificazione della più moderna cattedrale dedicata ai patroni San Costanzo Vescovo e San Tommaso D’Aquino.
La parte occidentale del quartiere è invece dominata dalla più recente piazza Paolo VI, nota a tutti come la “piazzetta” e così ribattezzata in occasione della visita di Papa Paolo VI (1974, settimo centenario della morte di San Tommaso d’Aquino). Le Crucela ospitano, proprio ai confini con San Pietro Vetere, la cartiera Cerrone (già Pelagalli), nata nel 1800 e confinante con il suggestivo Arco di Marcantonio, un tempo adibito a chiusa d’acqua della fabbrica stessa. Il rione ha conosciuto un significativo sviluppo demografico nel secondo dopoguerra grazie alla costruzione di alcune case popolari (villaggi UNRRA, sorti tra il 1952 e 1954), nella zona compresa tra la fine di via Roma e l’inizio di via Marconi. Verso la fine di quest’ultima, un tempo strada ricoperta di ciliegi e gelsi, sorge il cimitero cittadino la cui origine risale alla seconda metà dell’800. Al centro del cimitero, oggi più ampio e diviso in due parti, campeggia la croce che ricorda la Santa Missione religiosa del 1951. Le Crucela abbracciano anche l’aeroporto, fino alla torre di San Gregorio. Prima della sopraelevata che immette sulla statale Casilina, sulla destra, circondati da una piccola pineta, si possono ancora ammirare i ruderi di una torre appartenente a un piccolo monastero (o “cella” benedettina) alle dipendenze di Montecassino. In tale cella era appoggiata una piccola chiesa. Questo complesso sorse in epoca medievale sui resti di una villa romana e nei pressi di una necropoli, di cui ancora restano tracce evidenti. Pare che tutta l’area appartenesse al nobile romano Gordiano, padre di Gregorio Magno e fosse tra le donazioni fatte a Montecassino. La torre fu manomessa e abbassata di diversi metri al tempo della costruzione dell’aviosuperficie militare (fine anni Trenta, poco più tardi, nel 1942, la gestione dell’aeroporto passò ai tedeschi) prima di essere distrutta dagli eventi bellici del 1943. In ricordo del violentissimo bombardamento operato dalle truppe angloamericane, pochi anni fa, sempre in zona Crucela, è stata inaugurata via 19 luglio. Poco distante dalla nuova strada, lungo via Manzoni, sorge l’Istituto Comprensivo di Aquino (scuole medie), inaugurato nel 1979. Le Crucela ospitano anche il comando dei Carabinieri di via Salvo D’Acquisto.
Libero Marino