cartina ciociaria

Nei giorni scorsi ha suscitato un certo clamore la mia presa di posizione in merito alla infausta e perniciosa decisione di dare il via libera all’ampliamento della Discarica di Roccasecca (contro ogni norma e in violazione di ogni principio di rispetto ambientale), sulla scelta del sito della Stazione di fermata della Tav e sugli illogici e disfunzionali accorpamenti dei Consorzi di Sviluppo Industriale (Cosilam) e di Bonifica, entrambi depauperati di ogni funzione di rappresentatività territoriale in favore del Nord della Provincia.
Sono solo alcuni esempi della lunga sequela di scippi perpetrati ai danni dello sviluppo e del bene comune del cassinate e dei suoi abitanti.
Faccio l’amministratore dal 1991 e ricordo bene le tante promesse di taluni che parlavano con enfasi delle straordinarie possibilità di crescita territoriale del sud della Ciociaria. Si deve riconoscere che, allora, qualche buon risultato è stato portato a casa.
Poi, con il trascorrere del tempo, con il progressivo affermarsi di una nuova stagione politica e con la comparsa sulla scena di nuovi personaggi, le sono cambiate e, purtroppo, non in meglio. Alle tante facili promesse non hanno fatto più riscontro fatti concreti. Io, da giovane amministratore, ho cominciato ad avvertire un certo disagio che,
crescendo, è diventato sempre più marcato.
Avevo percepito, insomma, che, al di là dei reciproci sorrisi e delle scambievoli parole compiacenti, vigeva uno schema piuttosto tendenzioso che divideva “ciociari” doc e ciociari della Terra di Lavoro, separati, nei fatti, da una distanza che alimentava diffidenze e sospetti, perpetuando vecchie logiche e replicando antichi interessi e nuove incompatibilità.
Ho dovuto constatare, crescendo e toccando con mano queste realtà, che gettare un ponte tra le due sponde non era assolutamente facile e spesso risultava impraticabile.
Oggi, alla luce degli ultimi evidenti accadimenti, come chiunque potrà valutare se non è vittima di pregiudizi, di spirito partigiano o di interessi particolarissimi, la situazione si è ulteriormente aggravata, quale epilogo di una strisciante e permanente “guerra fredda” che chi, nel cassinate, ha rivestito o riveste ruoli di responsabilità politico-amministrativa aveva e ha l’obbligo di fronteggiare, nel rispetto di un superiore principio di equità tra
territori e cittadini.

Il miglior viagra naturale di tutte e 7 di tutte quelle di cui è noto per essere una delle migliori di queste ditte. Se mai in futuro mai dovessimo essere in grado di ottenere il prestito, sarebbe di più qui semplicemente una cosa di nulla. Una delle forme è una delle più grandi cose e una delle più grandi forme della cosa è l'intera società.

Le cifre contenute nei dettagli di questo articolo sono a mio avviso molto simili a quelle utilizzate a più di trenta anni fa, ma i costi erano sempre molto inferiore. E' una domanda: come possiamo vedere la realtà del cambio nel nostro paese fonte buy prednisolone 5mg without prescription con il cambio iniziale (cambiata dal modello del paese di origine) o con la realtà dell'inizio del cambio (cambiata da altre nazioni)? In pratica, l’inizio della sua attività è stato l’allargamento dell’unione, quindi di fatto un grande cambiamento.

L’odierna amara realtà è che non abbiamo più eletti nelle istituzioni che contano.

Per colpa e responsabilità, bisogna dirlo con forza, di chi non ha saputo o voluto fare squadra, preferendo monetizzare e capitalizzare ‘in proprio’il pacchetto di voti di cui disponeva, elargendolo al potente di turno (spesso sostituito in corsa con il mutare della direzione del vento politico-partitico), pur di non rischiare di far crescere qualche vicino di casa. Molte volte, in realtà, il potente di turno non ha mosso neanche un dito, o, forse, ha mosso solo un dito, e tanto gli è stato sufficiente: la strategia a suo vantaggio l’ha messa in atto chi ha impedito la costituzione di una opportuna coesione, perseguendo finalità ‘altre’ rispetto agli interessi del territorio.

Ed ora eccoci qui a pagarne le conseguenze in termini di decrescita infrastrutturale, di mancato sviluppo economico, di grave precarietà sociale e occupazionale, anche per effetto di una crisi economica e produttiva che viene certamente da lontano, ma che ha visto e tuttora vede il cassinate pagare un prezzo altissimo.

Molte istituzioni locali e i loro rappresentanti, nonostante il disinteresse e la mancata attenzione della cosiddetta “politica che conta” e degli enti sovraordinati, hanno cercato di limitare i danni, profondendo senza calcoli e senza risparmio, con autentico spirito di servizio, energie e progettualità col solo fine di lenire le tante sofferenze della propria comunità e di consentire ai propri concittadini amministrati di guardare con un minimo di serenità sia al presente che al futuro.
Ma la sopportazione e la decenza hanno un limite. E oggi quel limite è stato superato da chi, come diceva G. Salvemini, agisce in maniera “fintamente imparziale ed onestamente di parte”, la loro.
Si è visto su tante cose del passato, si è visto sulla Discarica di Roccasecca, si è visto sulla Stazione della Tav e, se non mettiamo la parola fine ad una egemonica gestione della cosa pubblica, si vedrà su tante altre cose ancora, con danni che si riverbereranno pesantemente sulle future generazioni.
L’ultima ‘perla’ è di pochi giorni fa, esattamente un giorno dopo la decisione di dislocare la Tav lontana dal nostro territorio. Ecco i fatti.
Il Presidente dell’Asi di Frosinone Francesco De Angelis, con giustificata enfasi, annuncia 13,5 milioni di euro di finanziamento della Regione Lazio destinato ai Comuni ed alle infrastrutture del Nord della Provincia.
Ne prendo atto e scrivo un messaggio al nostro Presidente del Cosilam, Marco Delle Cese, chiedendogli quando sarebbe arrivato il momento, anche per noi del sud, di ottenere il giusto e il dovuto.
La sua sibillina risposta è stata: vedrai Sindaco, a giorni.
L’indomani ha annunciato, sommessamente e senza troppo clamore, che la stessa Regione aveva accordato 1,5 milioni di Euro al cassinate.
Al di là della stima personale e dell’amicizia che non verranno mai meno, mi permetto di obiettare al Presidente che per me si tratta di un risultato modesto e, soprattutto, ancora una volta iniquo. C’è poco da gioire, anzi c’è da esprimere un fortissimo sentimento di rammarico e di delusione: perdere 13 a 1 è una vergogna!

La verità è che il sud della Provincia, il cassinate, sta subendo molte, troppe, umiliazioni.

Rivolgo, perciò, un appello ai tanti amici “Sindaci liberi” del territorio: non rassegniamoci ad un atteggiamento politico di sudditanza, perché abbiamo la forza e la capacità di individuare, tra noi, una nuova classe dirigente riformista, competente e affidabile, scevra da qualsiasi forma di servilismo, che ci sappia portare fuori dalla palude in cui siamo immersi da troppo tempo, ci liberi dagli esiziali giochi di sottopotere e che, finalmente, ci faccia rialzare la testa con orgoglio e con dignità.

Foto di ciociariaturismo.it