La sua vita scorre veloce come il treno che, in un torrido sabato di inizio estate, la conduce verso una nuova avventura di lavoro. Da lì Claudia Conte risponde alle mie domande con timbro forte e deciso, concedendosi molto volentieri alla nostra chiacchierata. Ne scaturisce una bella intervista nella quale la ragazza di origini aquinati (delle quali è molto orgogliosa) si racconta. A dispetto della sua giovane età, sembra che abbia già vissuto mille vite. Scrittrice (ha all’attivo cinque pubblicazioni), giornalista, opinionista radio e tv, molto impegnata nel sociale, volto di grandi eventi in collaborazione con Ministeri, Ambasciate, Regioni e Comuni, la Conte non conosce pause. Una professione che ha tradotto in una vera e propria missione. Che cerca di perseguire con tenacia e caparbietà, qualità che fin da piccola – educata da mamma Maria Pia e papà Francesco – non le hanno mai fatto difetto. Un’ambasciatrice aquinate in giro per il mondo.
Come nasce la passione per il giornalismo?
“Dal desiderio di fotografare e interpretare la realtà. Il mio è un amore figlio anche dell’influenza dell’educazione ricevuta e dei luoghi dove sono nata e cresciuta. Il mio lavoro mi chiama a una grande responsabilità che è quella di promuovere valori, contenuti, di dare speranza seguendo anche le indicazioni di papa Francesco ieri e Leone XIV oggi. Faccio mio il messaggio dei due pontefici: disarmiamo la comunicazione, non usiamo parole di odio, non raccontiamo solo le cose brutte e tragiche, ma parliamo anche e soprattutto del bene, alla fine del tunnel c’è sempre la luce”.
Chi ti senti di ringraziare per il tuo luminoso percorso?
“Nessuno in particolare, ho avuto tanti maestri ma pure molti detrattori, anzi all’inizio erano di più le persone che cercavano di scoraggiarmi, mi dicevano che una come me che veniva dalla provincia non ce l’avrebbe mai fatta. Alla fine mi sento di ringraziare me stessa e la mia famiglia, ho sempre studiato e lavorato cercando di meritare ogni piccola opportunità che mi veniva data. Il lavoro mi costringe fatalmente a tante rinunce, sono scelte di vita importanti ma ne vale la pena”.
Il tuo lavoro ti porta inevitabilmente a viaggiare molto: c’è una città che, più delle altre, hai nel cuore?
“Viaggio tanto, è vero, amo soprattutto il Bel Paese, non a caso sono stata la madrina del tour mondiale dell’Amerigo Vespucci, ho girato a bordo della nave più bella del mondo, orgoglio italiano. Amo tutta l’Italia, dopo la Ciociaria, e Aquino in particolare, nutro un debole per Roma, città in cui vivo da anni. La storia dell’antica Roma esercita uno straordinario fascino. Spero che la Città Eterna e l’Italia tornino presto al centro delle dinamiche internazionali, le cose vanno meglio rispetto al passato, dobbiamo tornare a nutrire quel sentimento patriottico e a impegnarci per migliorare il nostro Paese: è una grande responsabilità”.
Il momento più bello fin qui?
“Ho vissuto tante esperienze belle e gratificanti. Da tanti anni, ormai, vivo emozioni nuove, sono una persona fortunata che è riuscita a realizzare i suoi sogni, sono felice e soddisfatta e mi godo il momento positivo. Se proprio devo sceglierne alcuni, senza dubbio gli incontri con papa Francesco, tutti emozionanti, specie quelli in cui gli ho portato i bimbi ucraini, vittime innocenti della guerra. Vederli sorridere è qualcosa di inspiegabile, il volontariato mi fa felice, è la cura più efficace contro i malesseri della nostra società”.
Una fotografia sul giornalismo attuale?
“E’ un mondo molto variegato, c’è chi lo fa in maniera seria e responsabile cercando di raccontare sempre la verità, c’è chi, di contro, specula sui drammi sacrificando la deontologia sull’altare degli ascolti, cosa che da sempre combatto. Questo modo di fare giornalismo, usando le scorciatoie, non mi appartiene”.
Parliamo di attualità: un tuo pensiero sul conflitto in Medio Oriente?
“La situazione è sempre più grave e incandescente e potrebbe precipitare da un momento all’altro. Quello che occorre ora è la diplomazia, l’intervento della comunità internazionale, come sappiamo, in questi trent’anni non è stato efficace come anche nella guerra in Ucraina. Nelle ultime ore è entrato di scena l’Iran, che rappresenta una minaccia per tutte le democrazie. Non è un conflitto di facile risoluzione, non finirà a breve, ci sarà ancora tanto spargimento di sangue con inevitabili ripercussioni anche in Europa e con il rischio di attentati terroristici anche per il nostro Paese”.
Progetti futuri?
“Sono tanti, dalla tv alla radio, lavoro tanto, non mi faccio mancare nulla. Poi i libri. Dopo la Voce di Iside sul disagio giovanile (uscito nel 2024 e che presenterò a Cassino venerdì 20 giugno), sto scrivendo un nuovo libro per i giovani e le scuole sulla violenza di genere, un tema drammaticamente attuale. Un libro che parla di valori come il rispetto, l’educazione e la prevenzione. Non bastano solo le leggi, ma occorre, a mio avviso, un vero e proprio cambiamento culturale”.
Se non avessi fatto la giornalista?
“Ho scoperto il giornalismo quasi per caso, ho iniziato facendo l’attrice, probabilmente avrei continuato quel percorso, o forse avrei fatto la mamma con tanti figli, chissà”…
Aquino?
“Le mie origini. La città in cui sono cresciuta e a cui mi legano ricordi bellissimi. Da aquinati dobbiamo essere orgogliosi, il nostro paese ha dato i natali a San Tommaso e Giovenale, non dimentichiamolo mai”.
Libero Marino
