Anagni, in provincia di Frosinone, è conosciuta come la “città dei papi” per aver dato i natali a diversi pontefici, tra cui Gregorio IX, Alessandro IV e Bonifacio VIII, ed è stata a lungo residenza e sede papale. Alla guida del Comune c’è oggi Daniele Natalia, sindaco confermato alle elezioni comunali, che si trova a gestire un territorio in cui convivono un ricco patrimonio storico-artistico e le esigenze concrete di una comunità di poco più di 20.000 abitanti. Lo abbiamo incontrato per parlare del presente e del futuro della città.
Sindaco, lei è stato riconfermato alla guida di Anagni. Quali sono, a suo avviso, i risultati più significativi raggiunti finora dalla sua amministrazione e su quali basi intende proseguire il lavoro?
La riconferma è innanzitutto una grande responsabilità e rappresenta la bontà del lavoro svolto già negli anni precedenti. In questi anni abbiamo investito molto sulla città, dalle scuole alla cultura, dalla riqualificazione degli spazi pubblici al patrimonio storico e museale. Abbiamo cercato di non limitarci alla gestione dell’ordinario, con lo scopo di costruire le condizioni per una crescita economica, culturale e strutturale di Anagni. Ora dobbiamo proseguire su questa strada, completando le opere avviate e concentrandoci sempre di più sulla vivibilità della città, sulla qualità dei servizi e sullo sviluppo dei settori industriale e turistico.
Anagni è nota a livello internazionale come “città dei papi”, con un centro storico di grande valore. Quali strategie sta portando avanti l’amministrazione per valorizzare questo patrimonio e per rafforzare l’attrattività turistica della città?
I numeri e l’interesse crescente verso Anagni ci dicono che la città ha conservato negli anni una forte capacità di attrazione turistica. Ora dobbiamo fare un passo ulteriore, per questo stiamo lavorando sulla valorizzazione del centro storico, sulla promozione culturale e degli eventi e sul rafforzamento dell’offerta ricettiva, anche attraverso l’incentivazione dell’albergo diffuso. Un altro tema fondamentale per portare avanti questa nostra visione di Anagni, è quello dei parcheggi. Se vogliamo arrivare a una vera pedonalizzazione del centro storico, come per altri borghi storici del Centro Italia, dobbiamo prima realizzare infrastrutture adeguate per la sosta e per i collegamenti. Vogliamo un centro sempre più libero dalle auto e restituito ai cittadini e ai visitatori, ma senza creare disagi a residenti e attività commerciali.
Quali sono, oggi, le principali criticità che i cittadini di Anagni segnalano più spesso, e come sta rispondendo l’amministrazione comunale a queste esigenze?
Fermo restando che qualsiasi città presenta punti di forza e criticità, in tal senso le segnalazioni riguardano manutenzione, viabilità, parcheggi, decoro e servizi. Sono problemi concreti ai quali bisogna rispondere quotidianamente. Allo stesso tempo, però, dobbiamo avere una visione più ampia, con i cambiamenti in atto che necessariamente creeranno qualche disagio iniziale per portarci poi a poter vivere meglio la nostra amata Anagni. Per questo stiamo lavorando sia sulla manutenzione ordinaria sia sulle infrastrutture e sulle opere che possono cambiare strutturalmente la città, a partire proprio dalla mobilità e dalla disponibilità di parcheggi all’esterno della cinta muraria.
Sul fronte economico e occupazionale, quali iniziative sono in campo per sostenere le attività produttive e commerciali del territorio?
Anagni ha due grandi vocazioni che devono procedere insieme, quella turistica e culturale, e quella industriale e produttiva. L’aumento dei turisti deve tradursi in opportunità concrete per commercianti, ristoratori, strutture ricettive e servizi. Ma contemporaneamente dobbiamo continuare a sostenere le imprese e l’industria, favorendo nuovi investimenti e difendendo il patrimonio occupazionale esistente. Il nostro obiettivo è una città nella quale turismo e industria non siano alternative, ma due motori complementari dello sviluppo economico.
Guardando ai prossimi anni, quali sono le priorità e i progetti principali che lei considera prioritari per lo sviluppo di Anagni?
La sfida dei prossimi anni è dare finalmente ad Anagni una prospettiva di sviluppo coerente con le sue potenzialità. Tra i tanti, c’è un progetto che la città attende da oltre trent’anni e che, in forme diverse, è stato il sogno di praticamente tutte le amministrazioni che si sono succedute, la pedonalizzazione del centro storico. Oggi abbiamo la possibilità di affrontarlo concretamente, partendo però dalle infrastrutture necessarie, in primo luogo i parcheggi e i collegamenti, perché un centro storico libero dalle auto deve essere anche facilmente accessibile. Parallelamente vogliamo consolidare la crescita turistica che Anagni sta vivendo, aumentando la capacità della città di accogliere e trattenere i visitatori. L’albergo diffuso può rappresentare uno degli strumenti per valorizzare il patrimonio edilizio del centro storico e trasformarlo in nuova ricettività.
Ma lo sviluppo di Anagni non può basarsi soltanto sul turismo. La nostra è anche una città con una forte vocazione industriale e produttiva e dobbiamo continuare a creare condizioni favorevoli per le imprese, per gli investimenti e per l’occupazione. Abbiamo investito sulle scuole, sulla cultura, sul patrimonio e sugli spazi pubblici. Il prossimo passo è mettere a sistema tutto questo. Una città più bella per chi la abita e più attrattiva per chi la visita, ma anche più competitiva per chi vuole investire. È questa la Anagni che vogliamo costruire nei prossimi anni.
