
Aquino riabbraccia il Vaso dello Zodiaco e l’Ara di Iside Regina: un ritorno che segna una svolta storica, destinata a lasciare il segno nella vita culturale della città.
Si è svolta oggi la cerimonia di riconsegna dei due manufatti, due simboli identitari della storia romana aquinate che sono tornati finalmente a casa, entrando, per la prima volta dal loro rinvenimento, nell’esposizione permanente del Museo della Città di Aquino “Khaled al Asaad”.
Un evento che la comunità attendeva da anni e che oggi diventa realtà, grazie a un’operazione complessa, costruita passo dopo passo attraverso interlocuzioni istituzionali, accordi e una visione condivisa di tutela del patrimonio.
A rendere possibile questo risultato è stata la Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio, guidata dalla direttrice Elisabetta Scungio, che ha accolto la proposta del direttore del Museo della Città di Aquino, Marco Germani, dando vita a un accordo di straordinaria portata: la creazione di un museo diffuso, capace di unire in un unico percorso narrativo la storia di Aquino dalla preistoria al Medioevo.Mentre presso il Museo civico saranno trasferiti i due manufatti archeologici di grandissimo valore artistico e storico, presso il Museo Nazionale Casa di San Tommaso ad Aquino saranno trasferiti alcuni reperti della sezione medievale del museo civico.
All’interno delle sale della casa di San Tommaso troverà spazio una nuova sezione dedicata all’arte medievale e ai Santi Tommaso D’Aquino e Costanzo Vescovo. L’operazione è destinata ad ampliare e rafforzare fortemente l’offerta culturale cittadina.
Il rientro dei due reperti è stato formalizzato nel tavolo tecnico previsto dall’accordo di valorizzazione tra DRMN Lazio e Comune di Aquino. Un tassello decisivo di questo processo è stato il dialogo costante con la direttrice Monica Di Gregorio, che ha contribuito a definire un progetto museale coerente, moderno e capace di restituire piena leggibilità alla storia aquinate.
Il Vaso dello Zodiaco, rinvenuto nel 2009 nell’area di Torre San Gregorio, torna ad affiancare la testa femminile velata recuperata nel 2020 dal Museo di Aquino. L’Ara di Iside Regina, preziosa testimonianza del culto isiaco in età romana, completa un quadro storicoreligioso che per anni era rimasto frammentato.
Il sindaco di Aquino, avv. Fausto Tomassi, ha espresso grande soddisfazione, sottolineando come «questo rientro testimoni la qualità del lavoro svolto insieme alle istituzioni e l’avvio di un dialogo solido, fondato su scambi costruttivi e rispetto reciproco, nella comune prospettiva di una sempre più efficace valorizzazione del patrimonio di Aquino».
Il sindaco e il direttore hanno inoltre rimarcato la sensibilità e l’attenzione della direttrice Elisabetta Scungio, interlocutrice fondamentale in questo percorso di ricomposizione del patrimonio aquinate.
Un lungo lavoro quello della Direzione del Museo di Aquino che negli ultimi anni ha già riportato ad Aquino reperti di grande valore: dal frammento del monumento funerario di Eppanio Filone rientrato dal Museo Nazionale di Palazzo Massimo a Roma, alla collezione privata SpeziaPelagalli, fino all’elmo Negau donato da un altro collezionista privato risalendo fino al recente recupero di un frammento dell’altare della chiesa di San Costanzo Nuova con l’iscrizione del cavaliere Ligarius operato dal funzionario archeologo Carlo Molle.
Dal Comune di Aquino anche il delegato alla cultura, prof. Pietro Pascale, e il delegato al patrimonio, prof. Giuseppe Evangelista, hanno sottolineato il valore istituzionale dell’operazione, definendola «un passo decisivo verso la riappropriazione della memoria storica della città».
Un ritorno, dunque, che non è solo un recupero: è una riconquista identitaria, un gesto di cura verso la storia e un segnale forte della volontà di Aquino di custodire e valorizzare ciò che la rende unica.
Nei prossimi mesi il Museo della Città di Aquino è pronto a cambiare radicalmente volto, inaugurando una fase di crescita che promette di stravolgere l’esperienza di visita. Il progetto di raddoppiamento degli spazi interni darà vita ad un museo completamente rinnovato, capace di accogliere un percorso espositivo molto più ampio e scenografico.Il percorso di crescita strutturale museale sarà affiancato da un percorso di innovazione digitale, infatti il museo si prepara a compiere un salto tecnologico senza precedenti: il patrimonio archeologico sarà fruibile attraverso sistemi digitali avanzati, con videomapping, ambienti ricostruiti per visori a/r e percorsi immersivi che trasformeranno le sale in veri scenari narrativi. Una rivoluzione che, per modalità e ambizione, rappresenta un unicum assoluto nel territorio, destinato a ridefinire il modo di vivere ed intendere la visita all’interno di un museo.

