{"id":16836,"date":"2026-07-08T11:06:42","date_gmt":"2026-07-08T09:06:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aquinocresce.it\/home\/?p=16836"},"modified":"2026-07-08T11:10:49","modified_gmt":"2026-07-08T09:10:49","slug":"storie-di-sport-e-giornalismo-a-tu-per-tucon-roberto-mercaldo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aquinocresce.it\/home\/storie-di-sport-e-giornalismo-a-tu-per-tucon-roberto-mercaldo\/","title":{"rendered":"Storie di sport e giornalismo: &#8220;a tu per tu&#8221;con Roberto Mercaldo"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 100\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify\">Stavolta il teatro del nostro incontro non e\u0300 lo stadio. Il calcio giocato, per un week end, puo\u0300 anche attendere. Complice la sosta di campionato, ci vediamo nella sua Alatri, sopra l&#8217;antica e sontuosa Acropoli, uno dei tanti luoghi incantati di terra ciociara, ammantata di storia e blasone. E\u0300 un sabato godibilissimo di inizio primavera, Roberto mi aspetta in pieno centro, pronto a farmi da Cicerone lungo le bellezze della sua citta\u0300 dove, poco dopo, riusciremo finalmente a coronare la vecchia promessa del pranzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il momento conviviale, oltre a suggellare la nostra ormai trentennale amicizia, rappresenta anche il pretesto, tra una portata e un&#8217;altra innaffiata da un ottimo Cesanese, per una bella chiacchierata. Parliamo delle nostre passioni comuni: il calcio, il giornalismo e il tennistavolo. Fu proprio il ping-pong a farci incontrare nel lontano 1992. L&#8217;eloquio di Roberto e\u0300 chiaro e affascinante al tempo stesso, chiudo gli occhi e mi sembra quasi di leggerlo sulle pagine di \u201cCiociaria Oggi\u201d e della \u201cProvincia Quotidiano\u201d, dove per anni e\u0300 stato il dominus incontrastato dello sport.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una penna nobile del giornalismo sportivo ciociaro, e non solo. Che, varcata ormai la soglia dei sessant\u2019anni (anche se non si direbbe per niente, e\u0300 rimasto giovane nello spirito e nell&#8217;aspetto), ancora regala emozioni ai suoi lettori. Continua a scrivere, infatti, per i siti \u201cPolitica 7\u201d e \u201cTelescopio Ciociaro\u201d: su quest&#8217;ultimo si occupa soprattutto di cultura. A dimostrazione che Roberto e\u0300 giornalista con la G maiuscola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Come nasce la passione per il giornalismo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8220;Dopo la laurea in giurisprudenza alla Sapienza di Roma, sembravo destinato a intraprendere la carriera di avvocato. Poco dopo, invece, nel 1989, si spalancarono le porte, anche grazie a\u00a0<span style=\"line-height: 1.5\">una serie di fortunate contingenze, del quotidiano \u201cCiociaria Oggi\u201d, fondato pochi mesi prima da Giuseppe Ciarrapico e allora diretto da Michele Checchi. Ebbi subito l&#8217;opportunita\u0300 di farmi apprezzare in redazione coronando il mio sogno da bambino, quando nei primi temi (che all&#8217;epoca si chiamavano &#8220;pensierini&#8221;) delle elementari manifestavo il proposito di diventare giornalista sportivo. Una passione precoce, la mia, che nel tempo poi sono riuscito a tradurre in un lavoro vero e proprio. Sono diventato giornalista professionista nel 1994. Un mestiere bello e maledetto insieme, il nostro&#8221;.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify\" title=\"Page 101\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>Perche\u0301 hai scelto le discipline sportive?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Lo sport e\u0300 sempre stato un ambito che mi ha affascinato. Al di la\u0300 delle vicende agonistiche e del mero risultato sportivo &#8211; che sono la faccia piu\u0300 nota della medaglia -, vado a sviscerare quegli aspetti meno evidenti ma piu\u0300 gratificanti, raccontando vicende sportive capaci di arricchire e incuriosire la collettivita\u0300. L&#8217;arricchimento di uno sportivo passa, a mio avviso, piu\u0300 attraverso la cultura della sconfitta, come dimostra la meravigliosa storia di Sinner. La mia fortuna e\u0300 stata quella di misurarmi con tante figure che da ragazzino avevo visto in tv come dei miti, quali Francesco Moser e tanti altri&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Il momento piu\u0300 bello di oltre trent&#8217;anni di professione?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Ce ne sono diversi. Su tutti, quando il mio idolo di sempre, Alex Del Piero, lesse un mio pezzo dedicato a lui in occasione della sfida di serie B tra i miei due grandi amori calcistici, Frosinone e Juventus, disputatasi allo stadio Matusa. Poi le interviste a grandi personaggi come Mennea, Moser e Sandro Ciotti, che indosso\u0300 per un anno la maglia del Frosinone&#8221;.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify\" title=\"Page 102\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>E quello piu\u0300 buio?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Quando, nel giugno del 2018, chiuse definitivamente i battenti la \u201cProvincia Quotidiano\u201d. Al di la\u0300 della situazione personale, aleggiava anche la brutta sensazione che uno dei due organi di informazione del nostro territorio uscisse di scena nella quasi totale indifferenza delle forze politiche e imprenditoriali&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Qual e\u0300 lo stato di salute del nostro giornalismo?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Credo che il nostro mestiere sia drasticamente cambiato per la preponderanza della rete. L&#8217;informazione ormai arriva in tempo reale attraverso i mezzi che tutti conosciamo, e questo ha portato fatalmente alla necessita\u0300 di rielaborare la carta stampata, che e\u0300 stata per anni il mio giardino, la mia casa. Ritengo che ora si debba compiere uno sforzo per rileggere e rivedere quello che e\u0300 il giornalismo scritto. Il cartaceo ormai non da\u0300 piu\u0300 la notizia in anteprima, per cui c&#8217;e\u0300 la necessita\u0300 di fornire un servizio indispensabile e fruibile dal pubblico&#8221;.<\/p>\n<p><strong>E come?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Attraverso, a mio giudizio, una lettura critica degli eventi e una rielaborazione piu\u0300 approfondita e attenta dell&#8217;articolo tesa alla ricerca di quegli aspetti che un pezzo, messo in rete da uno dei tantissimi siti on line, sicuramente non conterra\u0300&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Un consiglio a un neofita che voglia intraprendere questo non facile percorso&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Crederci sempre. E questo non vale solo per il giornalismo. Bisogna, inoltre, essere mossi da una grande passione e sentire quel fuoco dentro che io, a distanza di circa trentacinque anni, ancora avverto fortemente&#8221;.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify\" title=\"Page 103\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>C&#8217;e\u0300 un rimpianto nella tua ormai lunga carriera?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Un paio di occasioni ghiotte si presentarono a meta\u0300 degli anni Novanta, quando fui contattato da due quotidiani nazionali. Ero dinanzi al classico bivio: alla fine prevalse il mio forte attaccamento al territorio e decisi di rimanere qui. Una scelta, comunque, di cui non mi sono mai pentito&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Il tuo giornalista preferito?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Sebbene il mito del \u201cbello scrivere\u201d sia tramontato da tempo, a me piace l&#8217;idea che il giornalista debba saper raccontare i fatti con un italiano chiaro e anche evocativo. Farlo in modo asettico, nelle pagine di cronaca, e\u0300 un dovere precipuo, non derogabile, mentre nel racconto delle vicende sportive ci si puo\u0300 concedere qualche licenza, enfatizzando un po&#8217; il concetto. Proprio per questo, Gianni Brera rimane sempre, a mio avviso, il maestro inarrivabile, l&#8217;esempio da seguire&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Giornalismo e letteratura viaggiano a braccetto: che cosa pensi di questo rapporto?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;C&#8217;e\u0300 sempre stata una simbiosi mutualistica. Ritengo che raccontare debba essere un&#8217;arte e la letteratura e\u0300 arte, una nobile rappresentazione del bello, che scaturisce dall&#8217;armonia delle parole. Il giornalismo, per me, non puo\u0300 prescindere da questa visione: e\u0300 importantissimo riportare fedelmente la notizia, essere aderenti ai fatti, pero\u0300 mi piace pensare che il giornalismo possa essere anche bella prosa, e che sia anche capace di sorprendere. La letteratura puo\u0300 e deve essere la principale ispirazione giornalistica. Penso a maestri del passato come Brera, Caminiti, Raschi e Cannavo\u0300, capaci di creare neologismi passati alla storia&#8221;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 104\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Non hai mai fatto mistero della tua passione per la Juventus: come nasce?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8220;Avevo sette anni e aspettavo il mio turno dal barbiere. Sul tavolo, tra le tante riviste, i miei occhi indugiarono su&#8221;Hurra\u0300 Juventus&#8221;, molto in voga in quel periodo. C&#8217;era un articolo di Vladimiro Caminiti che magnificava le doti acrobatiche di Pietro Anastasi, autore di un bellissimo gol in rovesciata ai danni, se non ricordo male, dell&#8217;Atalanta. Uscii dal barbiere con i capelli piu\u0300 corti e una squadra di calcio da tifare&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Football a parte, quali sono gli altri sport di Roberto Mercaldo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8220;L&#8217;atletica leggera, senza dubbio, disciplina che richiama l&#8217;affascinante mondo dell&#8217;antica Grecia e che consente allo sport di fondersi col mito. Poi il ciclismo e il tennis. Quest\u2019ultimo, adesso, e\u0300 lo sport che seguo di piu\u0300 a livello professionale&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Se non avessi fatto il giornalista?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8220;L&#8217;avvocato o l&#8217;insegnante di lettere&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Libero Marino<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stavolta il teatro del nostro incontro non e\u0300 lo stadio. Il calcio giocato, per un week end, puo\u0300 anche attendere. 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