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AQUINO – «Chiarimenti sui chiarimenti sulla Tasi». E’ questo il messaggio che il giovane esponente della politica locale Rocco Iacovella vuol inviare all’intera amministrazione comunale della città di Aquino. Rispetto all’avviso pubblicato dalla maggioranza del Sindaco Mazzaroppi, dove veniva dettagliato il chiarimento sulla Tasi, il giovane aquinate Iacovella vuole precisare alcuni aspetti di questa ingarbugliata e anomala situazione del tributo locale. In consiglio comunale, infatti, l’assessore al bilancio Risi dichiarò che il comune di Piedimonte San Germano ha un gettito Imu di oltre 1.500.000,00 euro, un trasferimento dallo Stato di 2.200.000,00, un gettito tributario complessivo di 3.800.000,00 euro, rispetto al comune di Aquino che, dall’Imu, incasserebbe solamente 710mila euro, con un introito tributario complessivo di 2.900.000,00 euro ed un trasferimento dallo Stato di 675.000,00 euro (300mila euro in meno rispetto al 2013). «Queste cifre – esordisce il giovane aquinate Iacovella – non rispecchiano affatto i dati reali trasmessi al Mef. Infatti, il comune di Piedimonte San Germano ha un gettito Imu di 1.363.000,00 euro, un fondo di solidarietà comunale 2014 pari a 1.151.420,92 euro che, rispetto a quello del 2013 pari a 1.434.311,43, vede una diminuzione di 282.890,51 euro del fondo di solidarietà. Il comune di Aquino, invece, non ha, come comunicato dall’assessore Risi e dal Sindaco Mazzaroppi, 300mila euro in meno di trasferimenti rispetto al 2013, bensì 85.328,03, visto che il fondo di solidarietà 2013 è pari a 731.062,90 e quello del 2014 è di 645.734,87 euro». Anche sull’aliquota applicata alla Tasi, per le abitazioni principali delle categorie catastali A1-A8 e A9, l’assessore al bilancio e il primo cittadino aquinate sembrerebbero aver preso un “abbaglio”. Se nel “chiarimento” sulla Tasi viene riportato che i proprietari di ville signorili e case di pregio non pagherebbero il tributo locale, la delibera di giunta n. 165/14 non rispecchia ciò che i due amministratori locali hanno pubblicamente deliberato. Infatti, nella tabella del tributo locale Tasi, alla seconda stringa, viene riportata l’aliquota sulle abitazioni di pregio che è pari al 2,5 per mille. Anche la delibera di consiglio n. 20/14, inviata al Mef, conferma l’aliquota del 2,5 per mille. «In verità la Tasi sulle abitazioni di pregio (di categoria catastale A1-A8 e A9) non si pagherebbe come affermato nel manifesto di “chiarimenti“, ma ci sarebbero evidenti errori negli atti, in particolare nella deliberazione n. 20 di consiglio comunale, dove l’aliquota è fissata al 2,5 per mille, che poi è stata trasmessa al Ministero delle Economie e delle Finanze. Perché i due amministratori dichiarano che non si paga la Tasi sulle abitazioni di pregio, quando poi viene trasmessa al Mef l’aliquota del 2,5 per mille?»