E’ pronto a lanciare l’ennesima sfida per conservare lo scranno più alto del Comune di Pontecorvo. Lui è Anselmo Rotondo, classe 1967, sindaco della cittadina fluviale dal 2015 per essere poi riconfermato, complice il Covid, nel settembre 2020. Due lustri intensi, carichi di lavoro e tante esperienze amministrative che Rotondo – insieme alla sua rinnovata squadra – vuole proseguire nel segno della continuità. Per ultimare quelle opere rimaste fatalmente incomplete e restituire un volto più compiuto all’importante cittadina della Valle del Liri.
Sono giorni febbrili per il sindaco, che si divide tra la sua storica attività in pieno centro e la concitata campagna elettorale. Il silenzio calerà a mezzanotte di sabato 23 maggio, poche ore prima del voto (domenica 24 e lunedì 25) che scriverà un’altra importante pagina di storia politica locale. A sfidarlo sarà Giacinto Carbone dopo che il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della terza compagine, quella presieduta da Giuliano Di Prete. A dispetto dei suoi numerosi impegni, Rotondo mi risponde al telefono animato dalla solita energia, la stessa che esibisce nei comizi che stanno scandendo le ultime ore di campagna elettorale.
Come nasce la sua passione per la politica?
“L’ho ereditata da papà Mario, già assessore e vicesindaco della nostra città. Fin da piccolo mi sono cibato di politica, a casa non si parlava di altro, una grande passione che non ho più abbandonato”.
Le elezioni si avvicinano: un bilancio del suo decennio amministrativo?
“E’ molto soddisfacente. I primi cinque anni sono stati di conoscenza della macchina amministrativa, nel secondo abbiamo raccolto ciò che avevamo seminato prima. Se i cittadini di Pontecorvo ci accorderanno di nuovo la fiducia, il terzo mandato sarà teso al completamento di tutte le altre opere scritte nel nostro programma. Coerentemente alla nostra filosofia, che è quella di dare sempre risposte alla collettività”.
Come vive le ultime ore di campagna elettorale?
“Siamo sereni. Nel corso di queste serate di confronto con la gente abbiamo percepito un’aria positiva, a testimonianza della bontà del lavoro svolto in questi lunghi undici anni. Un percorso intenso, durante il quale non sono mancati anche momenti di difficoltà che, insieme ai miei collaboratori, abbiamo superato brillantemente. Siamo pronti a rimboccarci le maniche per continuare a lavorare per il bene comune. Che è la missione che ogni politico, a mio avviso, è chiamato a perseguire”.
La cosa di cui è più orgoglioso del suo decennio amministrativo?
“Abbiamo trasformato in realtà quello che sembrava un sogno: la realizzazione della cittadella dello sport, trasformando il polveroso campo di calcio in sintetico e dotandolo di tribune all’altezza. Abbiamo inoltre sistemato i vicini campi da tennis e realizzato un bellissimo kartodromo di kart e moto e la piscina comunale”.
Un cruccio?
“Non aver capito sin da subito che Annalisa Paliotta fosse una risorsa importante per l’intera città. E’ stata avversaria nelle precedenti tornate elettorali, ora fa parte della nostra meravigliosa squadra e ne sono orgoglioso: Annalisa è una donna straordinaria, un valore aggiunto indiscutibile”.
Una volta eletti, quali saranno i progetti cui lavorerete sin da subito?
“Le scuole. Alcune le abbiamo sistemate, altre necessitano ancora di interventi. Siamo molto sensibili alla sicurezza dei nostri bambini. Un’altra priorità sarà poi costituita dalla tangenziale. A proposito di viabilità, interverremo massicciamente nelle zone rurali dove, lo riconosco, siamo stati carenti. Presto sistemeremo anche quelle strade”.
La sua vita è molto frenetica: come concilia la sua attività con l’impegno politico?
“Ormai ci sono abituato. La mia giornata, del resto, inizia molto presto. Già alle 5 del mattino sono operativo. Nel corso del mio primo mandato trascorrevo anche dodici ore al Comune, dove arrivo presto impartendo ai miei colleghi le giuste direttive, monitorando lo stato dei vari lavori. Nel pomeriggio, quando mi è possibile, mi dedico alla mia storica attività di famiglia”.
Il suo appello al voto…
“E’ molto semplice. Esiste solo una lista, la numero uno, quella “Noi tra voi” che mi onoro di capeggiare. Una squadra fatta di persone professionali, serie e competenti, capaci di garantire continuità a tutti i nostri progetti. Per proseguire nel lavoro intrapreso undici anni fa. Confido molto nella mia gente”.
Usando una metafora calcistica: lei “rischia” di fare il Triplete…
“Sì. Sono da sempre tifoso dell’Inter. Dopo lo scudetto e la Coppa Italia manca il sigillo finale. Sarebbe un maggio indimenticabile per il sottoscritto”.
Libero Marino
