Il quartiere Arco si è aggiudicato la 55esima edizione del Gonfalone di Arpino. Per la squadra del presidente Arnaldo Forte è il successo numero venti di una delle manifestazioni più attese ed emozionanti del Lazio. Trentotto i punti conquistati dall’Arco sui quarantadue totali disponibili. Niente da fare per la contrada storicamente rivale, il Ponte – reduce dal tris di vittorie consecutive -, capace di ottenere 31 punti. La formazione biancoverde si è cucita così la seconda stella sul petto (è la contrada che vanta il maggior numero di vittorie nell’albo d’oro dell’evento) al termine di una due – giorni di gare da brividi, che ha richiamato nella cittadina di Cicerone il solito pubblico delle grandi occasioni. Arco interrompe così un digiuno di vittorie durato undici anni e torna così a conquistare l’ambito drappo realizzato dall’artista Stefano Carchella. Un rione caro al compianto aquinate Libero La Lingua che, negli anni Ottanta, trascinò spesso alla vittoria i biancoverdi nel tiro alla fune.
Suggestivo il colpo d’occhio della città con vicoli e strade adiacenti a piazza Municipio imbandierate da giorni per accogliere in grande stile la regina delle feste arpinati, mix sapiente di storia, tradizione e folclore. A sfidarsi, le storiche sette contrade cittadine chiamate a misurarsi in sei intense e appassionanti discipline ispirate alle tradizioni di un tempo. A dare il “la” alla competizione, sabato pomeriggio, la corsa con gli asini, subito appannaggio del fantino dell’Arco, bravo a resistere al ritorno del collega rivale del Ponte, giunto secondo. Più tardi, intorno alle 22, piazza Municipio si è trasformata in un catino bollente per il lungo ed emozionante tiro alla fune, con i vari atleti sostenuti a gran voce dalle rispettive tifoserie. Il Vallone (che era partito con la scure della penalità relativa alla corsa con gli asini) si è riscattato con grande autorevolezza confermandosi padrone della disciplina.
Domenica pomeriggio, spazio alle rimanenti quattro sfide con la corsa della carriola, la corsa con la cannata, la corsa con i sacchi e la staffetta. Concitata la sfida della corsa con la cannata (riservata solo alle donne) lungo l’impegnativo e insidioso corso Tulliano, vinta col brivido dall’atleta di Arco, che indirizzava così l’inerzia del Gonfalone a suo favore: da registrare la bella prova della giovane aquinate Gilda Mazzaroppi, brava quanto sfortunata nel finale, quando la sua cannata è caduta proprio a due passi dal traguardo di piazza Municipio. Stessa sorte è toccata alle colleghe di Vallone e Vignepiane.
Arco consolidava poi il vantaggio nei sacchi giungendo secondo alle spalle del Ponte, che provava, invano, a tenere vive le speranze di vittoria. La squadra biancoverde, invece, si affermava con personalità anche alla staffetta, dove prevaleva nel finale sull’indomito Vallone scrivendo la parola fine sull’edizione 2026 del Gonfalone. Sul podio, ex aequo, anche Civita Falconara e Vallone (punti 23), quarta posizione per Collecarino (21), quinto Vignepiane (15), mentre fanalino di coda è stato Vuotti con 12 punti.
Soddisfatto, alla fine dell’evento, il vice sindaco Massimo Sera: “E’ stata, ancora una volta, la vittoria di tutta la città di Arpino, che ha superato l’ennesimo esame importante. Il Gonfalone, dal lontano 1971, è cresciuto moltissimo consolidandosi tra gli eventi più importanti di tutta la Regione Lazio. Merito soprattutto degli organizzatori e della nostra Pro Loco, supportata dall’Amministrazione comunale; un plauso doveroso, ha poi aggiunto Sera, ai tanti volontari della Protezione civile e a tutte le Forze dell’ordine che hanno consentito che il Gonfalone si svolgesse in assoluta sicurezza. Nelle serate dell’evento si sono registrate circa dodicimila presenze e il lavoro degli uomini preposti alla sicurezza non era certamente facile. Complimenti, ha concluso Sera, ai vincitori del quartiere Arco e a tutte le altre contrade. Arrivederci al prossimo anno”.
Libero Marino
