Semplice coincidenza o qualcos’altro? Frosinone-Juventus andrà in scena nel giorno dell’anniversario della nascita di Giuseppe Meazza, il quale vestì la maglia bianconera nella stagione 1942-1943. Qualche anno fa l’edizione capitolina del “Corriere della Sera” riportò che nell’aprile 1932 il ‘Balilla’ indossò per un tempo la casacca giallazzurra in un’amichevole con la Lazio, considerato che a quel tempo svolgeva il servizio di leva a Roma.
Anche Mario Genta fu campione del mondo: nel ’38, anche se non scese mai in campo. Disputò una gara con la Vecchia Signora del ‘Quinquennio d’oro’ e dal 1956 al ’58 allenò il club ciociaro. Virginio De Paoli vinse con la Juventus lo scudetto del ’67 e nel decennio successivo guidò il Frosinone. Quando nel 1991 Giovanni Trapattoni tornò a Torino, portò nel suo staff Roberto Sorrentino, mister dei giallazzurri nell’annata 1996-’97. La Vecchia Signora ha lanciato in Serie A Enzo Robotti ed Eugenio Corini, ex tecnici -pure- dei ciociari.
I precedenti sorridono nettamente alla squadra di Luciano Spalletti. Frosinone e Juventus, tra Serie A, Serie B e Coppa Italia, si sono affrontate in passato dieci volte. Nove le vittorie dei bianconeri, la prima delle quali in serie cadetta (retaggio di Calciopoli) esattamente vent’anni fa (28 ottobre 2006), allo stadio Olimpico di Torino, quando il gol numero 200 in maglia bianconera di Alex Del Piero condannò la squadra di Iaconi. Gli uomini di Deschamps si ripeterono pochi mesi dopo (1 maggio 2007) allo storico “Matusa” con la doppietta di Zalayeta.
L’unico risultato utile dei canarini al cospetto della Vecchia Signora risale alla sera del 23 settembre 2015, quando, all’Allianz Stadium, una rete del difensore gialloblù Blanchard pareggiò, nel finale, il vantaggio bianconero di Zaza regalando così a mister Stellone lo storico primo punto nella massima serie dei canarini. Una sfida, quella del Benito Stirpe, sulla carta proibitiva per gli uomini di Alvini, ma il Frosinone, reduce dal roboante poker di Coppa Italia contro la Juve Stabia, potrà fare leva sul sostegno del suo pubblico, ancora su di giri dopo il (per certi versi) sorprendente quanto meritato ritorno in A.
Antonio Capotosto
