Berlino 1936. I Giochi di Jesse Owens, Ondina Valla, la prima volta ufficiale della pallacanestro, il grande film di Leni Riefenstahl. E non dimenticate che una volta, alle Olimpiadi, il rapporto tra professionisti e non… Nel libro ‘Storia critica del calcio italiano’, Gianni Brera scrisse: “Pozzo aveva dribblato i regolamenti dilettantistici facendo ricorso a calciatori-studenti. Ve ne erano molti, allora in Italia; e Pozzo ha avuto il merito di scovarli dove si trovavano, tanto meglio se militavano in Serie inferiori”.
Conosciamo le ‘cantilene’ che iniziano con Combi (nei giorni scorsi è stato il settantesimo anniversario dalla morte), Olivieri, Zoff, Buffon, Donnarumma. Conoscete la formazione che iniziava con Venturini e terminava con Gabriotti? In ‘mezzo’ Foni, Rava, Baldo, Piccini, Locatelli, Frossi, Marchini, Bertoni, Biagi.
Nel volume ‘Storia del calcio in Italia’, Antonio Ghirelli riportò: “Fecero qualche apparizione Cappelli, Negro e Scarabello, il primo dei quali doveva poi dedicarsi alla fortunata carriera di allenatore e mercante di giocatori, mentre l’ultimo sarebbe entrato nel mondo del cinema, non senza qualche scandalo. Non erano tutti assi, quei quattordici ragazzi, e molti di essi rimasero nell’oscurità dopo la luminosa parentesi olimpionica”.
Il 15 agosto 1936 gli azzurri di Vittorio Pozzo conquistarono l’oro ai Giochi di Berlino imponendosi sull’Austria ai tempi supplementari. Grazie alla doppietta di Annibale Frossi, soprannominato il ‘Dottor Sottile’, il quale con l’Ambrosiana Inter festeggiò due scudetti e una coccarda tricolore. Nella biografia scritta con Alberto Cerruti, Claudio Gentile ha dichiarato il suo orgoglio per il bronzo di Atene 2004: la seconda e ultima medaglia alle Olimpiadi dell’Italia calcistica.
Antonio Capotosto (foto in alto Wikipedia)
