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    Home»Società»Palio della Contea di Aquino, parla il presidente Vellone: “Una grande festa con tante novità, nel segno dell’aquinità”
    Società

    Palio della Contea di Aquino, parla il presidente Vellone: “Una grande festa con tante novità, nel segno dell’aquinità”

    20 Agosto 20267 Mins Read
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    E’ alla sua sesta edizione nelle vesti di Presidente. Un ruolo che ha svolto sempre con dedizione, spirito di servizio e passione. Per la sua Aquino, dove è nato e cresciuto, per la sua gente, per il suo Comitato. Pierluigi Vellone non vede l’ora che arrivi settembre quando il popolo aquinate, e non solo, tornerà protagonista con tre serate (4, 5 e 6) da brivido in una piazza San Tommaso pronta a trasformarsi, ancora una volta, in un meraviglioso spettacolo di suoni e colori.
    Magia del Palio, evento che – dal 2014 – ha contagiato un intero popolo, bravo a rialzarsi dopo il lungo stop imposto dalla pandemia. Alla vigilia dell’evento principe dell’anno, come di consueto, abbiamo raccolto le impressioni del presidente Vellone al lavoro, in questi ultimi e febbrili giorni, per consegnare alla città di San Tommaso e Giovenale l’ennesima tre-giorni da urlo. Una festa unica, figlia di un lavoro di squadra straordinario che Vellone ci spiega in questa nostra chiacchierata.
    Presidente, si avvicina la nona edizione del Palio: alla vigilia della grande festa, quali sono le tue sensazioni?
    “Sono presidente dal 2017, ma è come se fosse sempre la prima volta. L’emozione è la stessa di nove anni fa, quando, da membro dell’allora Comitato, diventai il massimo responsabile della manifestazione. Il segreto di questa grande macchina è proprio il Comitato organizzatore. È composto da ragazzi eccezionali che lavorano instancabilmente, spinti unicamente dall’amore per Aquino e per il Palio. Essere al timone di questo evento significa coordinare e veicolare questa straordinaria energia collettiva”.
    L’edizione 2026 sarà scandita da diverse novità: le più significative?
    “Quest’anno abbiamo introdotto importanti novità sia sul piano sportivo che su quello formativo ed editoriale. Quanto ai giochi, la novità più importante riguarda il lungo ed emozionante tiro alla fune: gli atleti si sfideranno, per la prima volta, su una pedana di legno appositamente progettata. Altro elemento di novità è relativo ai protocolli d’intesa con lo Sprar di Aquino e con l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale. Gli studenti di Scienze Motorie, dopo un percorso teorico-pratico, ricopriranno il ruolo di giudici di gara ufficiali durante le tre serate, ottenendo crediti formativi universitari (CFU)”.
    Siete anche approdati on line con un sito nuovo e intrigante…
    “Sì. Abbiamo inaugurato, proprio pochi giorni fa, il portale paliodiaquino.it, una vetrina d’orgoglio che racchiude tutta la storia, i regolamenti e la galleria fotografica della manifestazione. Ricordo, inoltre, i nostri  canali social Facebook e Instagram, molto seguiti e in continuo aggiornamento sui quali, a breve, pubblicheremo anche il programma ufficiale della festa”.
    Il Palio, secondo tradizione, sarà ancora inaugurato dai bimbi…
    “Assolutamente sì. I bambini apriranno ufficialmente le celebrazioni, venerdì 4 settembre, e saranno, come sempre, i veri protagonisti: sono loro, del resto, il futuro del nostro Palio. Vedere così tanti piccoli aquinati desiderosi di partecipare attivamente ci dà la certezza che questo prezioso patrimonio culturale continuerà a vivere e a essere tramandato”.
    Il Palio è partito ufficialmente, lo scorso luglio, in contrada Valli: un tuo bilancio relativo alle feste rionali?
    “Estremamente positivo. Sono momenti conviviali importanti, che scandiscono l’avvicinamento al grande evento. Serate di forte condivisione, dove tutti i contradaioli si ritrovano insieme uniti da un unico comune denominatore: l’aquinità. Che, tradotto, significa attaccamento viscerale alla nostra comunità. Rivolgo i complimenti a tutte le contrade per lo spirito mostrato durante queste serate di festa che avranno come appendice, il prossimo 29 agosto, la squadra di San Marco. Bravi a tutti”.
    Un bilancio anche degli anni trascorsi da presidente: c’è un momento che ricordi con particolare piacere?
    “Sono stati tutti anni stupendi. Non riesco a isolare un singolo momento, perché quando porti questa manifestazione nel cuore, ogni edizione ha lo stesso immenso valore. Posso dire che anno dopo anno cresce la consapevolezza dell’importanza di questo evento, e vederlo maturare è la soddisfazione più grande”.
    Parlami del progetto più ampio e ambizioso del Palio della Terra di San Tommaso e San Benedetto…
    “È una iniziativa in fase di sviluppo che punta a raggruppare tutti i Comuni della nostra bellissima terra: la Ciociaria. L’obiettivo è unire il territorio attraverso i giochi popolari. Stiamo tenendo diverse riunioni logistiche e riscontrando un grandissimo interesse da parte delle amministrazioni coinvolte. Presto comunicheremo novità importanti”.
    Alla vigilia della festa, chi ti senti di ringraziare?
    “I ringraziamenti quest’anno sono profondi e condivisi. Un grazie immenso lo rivolgo, in primo luogo, ai cittadini di Aquino per la costante vicinanza e per i tantissimi messaggi di affetto che rappresentano la mia spinta principale ad andare avanti. Un plauso enorme, inoltre, al mio Comitato e a tutti gli otto capi-contrada per l’encomiabile spirito di collaborazione e per aver saputo fronteggiare mirabilmente tutte le immancabili difficoltà. Poi, le istituzioni: l’Amministrazione comunale e la Regione Lazio. Quest’anno, per la prima volta, la nostra associazione è risultata vincitrice di un bando e di un finanziamento regionale che ha dato un sostegno fondamentale all’organizzazione di questo evento. E, infine, consentimi una dedica speciale…”
    Dimmi pure…
    “Voglio ringraziare di cuore la mia famiglia, mia madre, mia moglie e le mie due splendide figlie per il supporto totale e la pazienza in questo periodo così intenso. Infine, un pensiero profondo e un bacio speciale vanno a tutte le persone che hanno fatto parte del nostro Palio e che oggi non sono più con noi, ma anche a tutti coloro che ci hanno lasciato prima della nascita del Palio stesso: sono certo che la memoria delle nostre radici vive in questa festa e che ognuno di loro ci guarda e ci protegge da lassù”.
    Come coniughi il tuo intenso impegno in Regione con il lavoro del Palio?
    “Dal 2023 sono in comando presso la Regione Lazio, dove oggi ho l’orgoglio di ricoprire l’incarico di Responsabile della Segreteria dell’Assessorato ai Lavori Pubblici. È un ruolo di grande responsabilità che porto avanti al fianco di un Assessore estremamente competente e sotto la guida del Presidente Rocca. In questo percorso sto imparando moltissimo: ho trovato una Regione profondamente cambiata, migliorata e sempre più vicina alle reali esigenze dei cittadini. Per me si tratta di una grandissima esperienza professionale e umana. La risposta alla tua domanda sta proprio nella comune vocazione di queste due realtà: stare in mezzo alla gente. Il Palio, proprio come la Regione, vive del contatto diretto con il territorio e con le persone. Trovo il giusto equilibrio grazie a una forte passione e a una rigorosa pianificazione e al supporto di una squadra fantastica. È proprio grazie alla sinergia con le realtà locali e all’ascolto dei cittadini che riusciamo a valorizzare il territorio e a dare vita a eventi così significativi”.
    La giornata finale del Palio, domenica 6 settembre, avrà un prologo straordinario…
    “Il Palio non è soltanto giochi e rievocazione storica. Intorno all’evento stiamo costruendo un percorso culturale e identitario che valorizza Aquino, la sua storia e le sue eccellenze. Domenica 6 settembre proporremo – infatti – un’intera giornata di visite guidate tra Aquinum, il Museo della Città, la chiesa della Madonna della Libera e il borgo medievale, seguite da un convegno dedicato ai prodotti DOP e PAT del territorio, con interventi di docenti universitari, esperti agroalimentari e rappresentanti delle realtà locali. È un modo per mostrare che il Palio è tradizione, ma anche cultura, ricerca, promozione del territorio e coinvolgimento della comunità. Raccontarlo significa far capire che dietro ai giochi c’è un progetto più grande, che cresce e si rafforza grazie alla partecipazione di tutti.  Buon Palio, popolo aquinate!”
    Libero Marino
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